Cisterne romane del Murello

Ricco di storia, di monaci, di nobili e di tradizioni antiche,  il Palazzo Genova Rulli, sito a Vasto in Via Anelli, prova ad avere nuova vita con l’adozione dell’associazione onlus Vigili del Fuoco in Congedo, nel dicembre del 2017.

Antonio Ottaviano, presidente, impegnato da vari anni nel recupero, tutela e salvaguardia di molti edifici di Vasto, luoghi ricchi di storia, come il Parco Archeologico delle Terme Romane, la Torre Diomede del Moro, una delle più antiche torri difensive di Vasto, la Chiesa di San Teodoro e la chiesa di Santa Filomena,  ha ottenuto dal Comune di Vasto la delega anche per la gestione del Chiostro e del Giardino Genova Rulli.

Per risalire alle origini, bisogna tornare indietro fino al 1520 quando a Vasto venne a predicare il
P. frà Giovan Battista da Chieti che colpì tanto D. Rodrigo d’Avalos ed il popolo vastese che si deliberò dargli un luogo per introdurre nella terra del Vasto l’Ordine di S. Domenico. Così, tre anni più tardi, d. Alfonso d’Avalos donò l’ospedale dell’Annunziata al frate il quale trasformò l’edificio in convento con sei celle. La consacrazione del Convento avvenne nel 1543, ma solo pochi anni più tardi, nell’agosto del 1566, i turchi, guidati da Pialì Pascià, incendiarono e devastarono l’edificio: il tetto, gli altari e l’organo furono bruciati, mentre fu rubata tutta l’argenteria e le campane. L’anno dopo, a spese della Congrega dell’Annunziata, che officiava nella chiesa del convento stesso, venne ricostruito.
Nel 1576 fu priore Fra Serafino Razzi, che nelle sue memorie così descrisse il convento: “Il convento nostro detto la Nunziata, tiene un chiostro solo con una ottima cisterna. Un dormitorio di dieci celle, con bella loggia, in vista della marina; ha un poco di orticello, cantina, refettorio e cucina, ma non capitolo, né hospizio, né infermeria, né scuola…”.
Nel 1809, per decreto napoleonico, il convento fu soppresso e incamerato dal regio demanio. In seguito, l’intero complesso venne acquistato dal Barone Giuseppe Antonio Rulli, che lo ridusse a residenza principesca, grazie al mirabile intervento dell’architetto vastese Nicola Maria Pietrocola, il quale creò splendide sale, alcune delle quali affrescate, ed un bel giardino, che ancora oggi possiamo parzialmente vedere, con la presenza di alcune specie botaniche molto rare.
Il palazzo ha ospitato l’ufficio dell'arcivescovado e del tribunale (uffici giudiziari e sala delle udienze). Una parte del fabbricato è su via Roma, un’altra all’angolo fra via Anelli e corso Palizzi. Anche qui e nei vicoli vicini ci sono palazzi storici abbandonati che rischiano di crollare.

Il 31 gennaio 2021 la proprietà è tornata nella piena disponibilità della curia vescovile il Palazzo Genova Rulli ceduto nel 2006 al Comune in comodato d’uso gratuito non ha mai visto un futuro. 
Dopo 15 anni a disposizione dell’ente locale per i lavori di ristrutturazione del fabbricato che contiene al suo interno stucchi e decori di pregio, ampi saloni affrescati e un grande giardino, lasciato in questi anni in totale abbandono e in balia dei vandali, lo storico immobile è ormai ridotto a rudere .

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Le cisterne di via Laccetti

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Federico Dessardo

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